Mario Amelio Fotografo di matrimonio

BIOGRAFIA

Fotografo matrimonio Mario Amelio

Chi sono

Nato a Catanzaro nel 1990 ma trasferito dopo pochi mesi a Monza, sono cresciuto con la passione per i motori, la musica, il legno, il Fai da Te e ovviamente la più grande: la fotografia. Dopo aver concluso gli studi in Termotecnica, ho deciso di fare ciò che mi piaceva e quindi ho iniziato a fare l’assistente in uno studio fotografico. Trascorsi cinque anni nello studio, ho proseguito il mio percorso alla ricerca della mia fotografia studiando presso il CSF Adams (Centro Sperimentale di Fotografia – Roma), seguendo seminari tra i più grandi fotografi nazionali e non tra cui: Gianni Berengo Gardin, Tommaso Le Pera, Marianna Santoni, Prisca Caroli, Roberto Rocchi, Joe Oppedisano, Anthony Smith e Bambi Cantrell. Durante questi percorsi ho scoperto che il mio scopo è quello di immortalare la felicità delle persone nel loro giorno più bello. Dedico quindi la parte più sensibile di me alla scena matrimoniale perchè la mia filosofia è: “fotografare anime e non persone”.

Nel 2018 la mia fotografia rispecchia l’elevato standard qualitativo imposto dall’ Associazione Nazionale Fotografi Matrimonialisti diventandone membro.

Nel 2019 salgo di un gradino ricevendo il titolo di ANFM Selected Photographer.

Oggi il mio operato spazia in tutta Italia con focus tra Lombardia e Calabria.

``Perchè siamo tutti fotogenici quando siamo noi stessi...``

Autoritratto finestra mario amelio fotografo matrimonio

LA FOTOGRAFIA

L’uomo è da sempre abituato o stato abituato a classificare le sue azioni. Nella stessa maniera avviene in fotografia ma ecco che una foto di reportage, una di paesaggio, una di sport, una sulla natura, una di moda tradiscono già di per sé concetti e tecniche (inteso nel senso più ampio e non solo come tecnicismo) diversi tra loro. La fotografia è “solo” una superficie sensibile sulla quale è impresso un momento sensibile dettato da persone sensibili ed espresso da un’occhio estremamente sensibile, capace di trasferire dei segni che portano un messaggio intenzionale. L’intenzione non ha legami è da essa infatti che dipende la Creazione, quella Vera, la Vera Realtà che tanto ha ispirato, fatto parlare e studiare. Ma non vi è studio per essa, non ha e non vi è concetto per identificarla o ricercarla (al massimo la si può cercare), sfiora il concetto di Sublime e del Bello estetico, è un empatia tra lo scatto e chi lo osserva.

La tecnica è solo uno strumento non il fine, il fine sei “tu” nel momento in cui (Mario Amelio fotografo di matrimonio) contrae il dito e ciò che rivive il “tuo” cuore, i “tuoi” lobi nel momento in cui prendi e riprendi quella carta fotografica, le sue immagini devono essere proporzionali a quelle da te immagazzinate. I colori, i suoni, il caldo, il gelo, l’umidità, il buon cibo, l’ospite indesiderato, i suoi discorsi, le battute degli amici, il bambino che cade in piscina risiedono lì, in quel “testo scritto”, perchè la fotografia è come “la parola”!
Una volta pronunciata quest’ultima si delinea nell’immediato l’oggetto o la persona citata, due parole danno meno spazio alla fantasia, tre parole ti offrono il quadro completo, dettagliato. Quella carta non ha molto da inventare, ma ha tanto da raccontare e l’unica cosa che non possiede è il suono di quel discorso fatto da mille parole!

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